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Conrado Krainer

Artist Statement

L’atto di scoprire la bellezza nella bruttezza dell’umanità è ciò che rende la vita degna di essere vissuta.

Il mio lavoro nasce nel punto d’incontro tra materia e memoria, dove la fotografia diventa un campo di ascolto del tempo. Luce e ombra non si limitano a rivelare la forma — la costruiscono, la dissolvono e la ricompongono. Mi avvicino all’immagine come a un territorio in costante movimento, in cui l’umano e il naturale si toccano attraverso strati di presenza, assenza e permanenza.

Tra soggetto e materia, cerco una zona di riconnessione. La superficie fotografica è anche una sorta di pelle: respira, assorbe e restituisce tracce. In essa, l’istante si dilata, la materia trova voce e l’immagine diventa uno spazio di contatto tra ciò che è stato e ciò che rimane.

La mia pratica attraversa il campo espanso della fotografia — tra analogico e digitale, tra sperimentale e simbolico. L’immagine è trattata come un corpo vivo in trasformazione, in cui i frammenti si accumulano come memorie. Il gesto tecnico è anche un gesto poetico: un modo di scolpire il tempo.

Nella tensione tra il visibile e l’invisibile, tra la vita e la traccia, il mio lavoro cerca echi di resistenza silenziosa e di bellezza persistente. Ogni immagine è un tentativo di rivelare la connessione tra soggetto e mondo — non attraverso la rappresentazione, ma attraverso la stessa sostanza della luce, dove tutto ha inizio e tutto ritorna.

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